Il vibratore rabbit e la sua diffusione

Tanti tipi di giochi erotici

I vibratori non sono più un tabù

Fino a pochi anni fa, parlare di vibratori era assolutamente impossibile: una serie di tabù sociali, culturali, religiosi, impedivano di parlare di strumenti per il piacere personale, solitario o di coppia.

Solo di recente, il progressivo sdoganamento sociale di certi argomenti, prima considerati scabrosi, ha permesso alle persone di potersi avvicinare al mondo dei sex toys.

Non c’è nulla di immorale o di sbagliato, o di deviato, nell’usarli. Semplicemente, oggi si è affermato il diritto di ciascuno, donna o uomo, al proprio piacere erotico, cosa che prima andava nascosta nel profondo della vita privata.

Tra i tanti giochi erotici esistenti in commercio, il vibratore è di sicuro quello storicamente più diffuso e più usato. Il vibratore classico ha una forma fallica, in grado di vibrare grazie ad un motorino elettrico, e può provocare piacere ad una donna sia attraverso la penetrazione sia attraverso la stimolazione clitoridea grazie alla vibrazione.

Col tempo, sono nati nuovi modelli di vibratori, quelli dalle forme meno naturali e più fantasiose, quelli anali, quelli esclusivamente clitoridei, e così via. Tutti con una caratteristica: possono dare piacere mediante la stimolazione della vagina con penetrazione, o quella del clitoride, se usati all’esterno.

Il vibratore rabbit

Perché è il re dei vibratori

Il vibratore rabbit è diverso dagli altri perché permette di esercitare contemporaneamente sia la stimolazione esterna clitoridea sia la penetrazione vaginale.

Si chiama così, rabbit in inglese vuol dire “coniglio”, perché oltre al corpo vibrante principale, di forma fallica o comunque anatomica, la parte che penetra la vagina, ha agganciate due linguette, a forma di orecchie di coniglio, che permettono, durante la penetrazione e la vibrazione, di agganciarsi ed abbracciare il clitoride, stimolandolo.

Una volta messo in funzione il vibratore rabbit, la vibrazione viene trasmessa sia al corpo vibrante principale, sia alle due orecchie di coniglio, pertanto verrà avvertita la vibrazione sia internamente alla vagina e sulle piccole labbra, sia sul clitoride. Una doppia stimolazione che può eccitare molto di più e può anche portare all’orgasmo.

Da sole o in compagnia

Un vibratore rabbit anche nella coppia

L’immaginario collettivo ancora oggi considera il vibratore come uno strumento per la masturbazione femminile solitaria. Una certa cultura, ancora piuttosto arretrata e perbenista, lo considera uno strumento per “vecchie zitelle”, per donne senza un compagno. In realtà non c’è nulla di male, per una donna, desiderare di raggiungere il massimo del piacere, e non solo se è una vecchia zitella. Infatti, negli ultimi tempi, i vibratori si stanno diffondendo anche all’interno delle coppie.

D’altra parte, anche in una coppia solida e ben affiatata, per evitare che con il tempo il sesso possa diventare monotono, o all’estremo anche venire a noia, non c’è nulla di meglio dell’introdurre qualche giochino nel menage di coppia.

Tra le tante possibilità di gioco erotico di coppia, il vibratore rabbit riveste un ruolo centrale e fondamentale. Può essere utile per l’eccitazione iniziale, durante la libido, per portare la donna ad essere già eccitata al massimo all’inizio del rapporto vero e proprio, o può essere usato come piacevole intermezzo nel sesso, o anche alla fine, nel caso non sia stato raggiunto l’orgasmo. Solo la fantasia fa da limite agli usi di un vibratore rabbit all’interno di una coppia.

Tanti vibratori rabbit

L’ampia scelta commerciale del vibratore

L’avvento di Internet, del commercio elettronico, e delle vendite online, ha favorito in modo sensazionale il diffondersi dei vibratori. Oggi è possibile acquistarne uno anonimamente, direttamente da casa, senza doversi presentare di persona in un sexy shop.

Tuttavia, l’ampia disponibilità offerta dalla Rete ha ampliato anche la gamma di prodotti presenti in commercio. Così, un acquirente poco pratico può confondersi nei meandri non solo dei prezzi ma anche di centinaia di marche e prodotti diversi.

Se si sfoglia il catalogo di un qualunque sexy shop online, si troveranno decine e decine di vibratori rabbit. Che differenza c’è?

A livello esteriore, ed anche l’estetica vuole la sua parte, cambiano i colori. Oggi esistono vibratori dal rosa confetto al metallico, di tutti i colori possibili. La differenza sostanziale però è un’altra: il materiale costruttivo.

Non esiste una regola generale per dire quale sia il materiale migliore, dipende dai gusti di ciascuna donna. I diversi materiali di rivestimento, plastica, lattice, vinile, silicone, hanno diversa rigidità (da quelli più duri a quelli più morbidi), ma anche una diversa flessibilità e soprattutto alcuni sono più lisci, con una sensazione al contatto simile a quella della seta, altri invece più ruvidi.

Naturalmente, ci sono donne che ottengono la maggiore stimolazione, e quindi la maggiore eccitazione ed il maggiore piacere, attraverso il contatto (e la vibrazione) con un materiale con molte escrescenze ruvide, altre invece hanno la pelle più sensibile e preferiscono qualcosa di setoso o vellutato.

Quindi, per poter scegliere il tipo di vibratore ottimale, è necessario conoscere se stesse, la propria conformazione fisica, il proprio corpo.

In alternativa, è possibile provare diversi tipi di vibratori proprio per conoscere meglio il proprio corpo, la propria sessualità, i propri meccanismi del piacere, e trovare così il vibratore ottimale attraverso diverse prove.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.